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Titoli greci: la tutela (ineludibile) dei piccoli risparmiatori

12 marzo 2012

Lavoratori e imprese, famiglie e piccoli risparmiatori, pubblica amministrazione e tenuta dei conti. La crisi colpisce duro, riempie le pagine dei giornali, anima dibattiti. Gli Stati, certo, devono tentare di passare indenni il ciclone e rimettere in sesto le proprie finanze. Ma soprattutto la recessione arriva fin dentro le case degli italiani, condiziona scelte familiari, influenza progetti per il futuro. Qualche volta – come recenti e drammatici  fatti di cronaca testimoniano – la crisi, quando ad essa non si danno risposte né ragionevoli vie d’uscita, può trasformarsi in veri e propri drammi umani rispetto ai quali la politica ha la responsabilità ineludibile di non voltare (più) le spalle.

Notizie preoccupanti in queste ore arrivano, ad esempio, dall’allarme prestiti lanciato da Bankitalia e da quei piccoli risparmiatori che hanno investito in titoli greci. Sul trend di frenata dei prestiti bancari a imprese e famiglie occorre trovare subito una soluzione, intervenendo tempestivamente. Per questo motivo con il PD abbiamo chiesto al governo di trovare, il più in fretta possibile, un accordo con l’Abi, in modo da affrontare immediatamente la questione ed evitare di diventare spettatori inermi di un ulteriore dissanguamento. Allo stesso tempo, continuiamo a sollecitare il Parlamento perché venga discussa la nostra mozione sui prestiti Bce, su cui ci siamo confrontati, proprio su questo blog, nei giorni scorsi.

In definitiva, la domanda che ci poniamo è sempre la stessa: perché la Bce mette in circolazione liquidità a tassi bassissimi? Le aste in programma devono essere svolte con norme vincolanti che assicurino un drenaggio di risorse al sistema produttivo e che evitino qualsiasi rischio di alterazione della concorrenza, come insegnano le ormai arcinote vicende Peugeot e Volkswagen.

Altra questione è, appunto, il caso dei piccoli risparmiatori, in alcuni casi operatori non qualificati, indotti a investire i propri risparmi in titoli di Stato greci. Questi, infatti, a differenza delle banche, non accedono ai prestiti all’1%, né tantomeno possono utilizzare credit default swap per coprirsi dal rischio default. Deve essere verificata la condizione di tutti quei piccoli risparmiatori che si sono ritrovati coinvolti nello swap forzato dopo aver sottoscritto Bond greci e tutelarli con regolamenti della legge italiana.

Dal governo ci aspettiamo un segnale concreto a breve. Il PD, dal canto suo, continua le sue battaglie parlamentari. E a chi ci accusa di cercare di rifarci ‘una verginità a parole, dopo avere ripetutamente sostenuto il governo dei banchieri’, noi, come sempre, rispondiamo con i fatti, ricordando quella sottile linea rossa che distingue le chiacchiere dalla concretezza.

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